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Guida · Salute organizzativa

Salute mentale,
lavoro e posto di lavoro.

Riferimento
D.Lgs. 81/08 art. 28 · 41 · Cost. art. 32
Accomodamenti
L. 68/1999 · D.Lgs. 216/2003 · Convenzione ONU
Sei principi
Piano · Cultura · Dialogo · Adeguamenti · Equilibrio · Monitoraggio
Per chi
Datori di lavoro · HR · Preposti · Lavoratori
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Diffusione

Secondo l'OMS, circa una persona su quattro nel corso della vita sperimenta un disturbo di salute mentale. La maggior parte è di entità lieve e si risolve.

Art. 32
Costituzione italiana

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività» — riferimento giuridico cardine.

L. 68/1999
Inserimento e tutela

Disciplina il diritto al lavoro delle persone con disabilità, compresi i disturbi psichici, e gli accomodamenti ragionevoli in azienda.

Sezione 01

Salute mentale e lavoro

Questa guida tratta in generale lo stress lavoro-correlato, ma se lo stress è prolungato può tradursi in problemi di salute fisica e mentale, tra cui ansia e depressione.

La salute mentale riguarda il modo in cui pensiamo, ci sentiamo e agiamo. Ansia e depressione sono i problemi di salute mentale più diffusi. Spesso sono reazioni ad eventi di vita difficili — un lutto, una separazione — ma possono anche essere causate da problemi legati al lavoro.

Il lavoro può inoltre aggravare condizioni preesistenti, e i problemi sul lavoro possono scatenare nuovi sintomi o peggiorarne gli effetti.

Che il lavoro stia causando o aggravando il disturbo, il datore di lavoro ha la responsabilità giuridica di tutelare i propri collaboratori. Come per ogni altro rischio per la sicurezza o la salute sul lavoro, i problemi di salute mentale lavoro-correlati devono essere valutati per misurare i livelli di rischio per il personale. Dove viene identificato un rischio, si adottano misure per rimuoverlo o ridurlo per quanto ragionevolmente possibile.

La Legge Basaglia (L. 180/1978) ha rivoluzionato in Italia l'approccio alla salute mentale, sancendo la chiusura degli ospedali psichiatrici e organizzando l'assistenza presso i Centri di Salute Mentale (CSM) territoriali, con un modello di presa in carico che valorizza il reinserimento sociale e lavorativo della persona.
Sezione 02

Condizioni preesistenti e accomodamenti ragionevoli

Alcuni lavoratori hanno una condizione di salute fisica o mentale preesistente al momento dell'assunzione, oppure ne sviluppano una per cause non legate al lavoro. In Italia il quadro giuridico tutela queste persone su più fronti:

  • Legge 68/1999 — Norme per il diritto al lavoro dei disabili: collocamento mirato, quote obbligatorie di assunzione per le aziende, supporto al mantenimento del posto di lavoro.
  • D.Lgs. 216/2003 — Recepisce la direttiva europea 2000/78/CE: vieta le discriminazioni sul lavoro basate, tra l'altro, sulle condizioni di disabilità, anche di natura psichica.
  • Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia con L. 18/2009): introduce il concetto di accomodamento ragionevole.
  • D.Lgs. 81/08 art. 28 — La valutazione dei rischi tiene conto «delle differenze di genere, di età, di provenienza da altri paesi e di quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale» (e per estensione, della specifica condizione del singolo lavoratore).
  • D.Lgs. 81/08 art. 42 — Il datore di lavoro, su giudizio del medico competente, attua le misure indicate e ricolloca il lavoratore in mansione equivalente o inferiore con conservazione della retribuzione.

Gli accomodamenti ragionevoli sono modifiche dell'organizzazione del lavoro che permettono alla persona con disabilità di svolgere la propria attività. Devono essere proporzionati (non comportare oneri sproporzionati per l'azienda) e individuati in dialogo con il lavoratore, il medico competente e — quando opportuno — il servizio inserimento disabili della Provincia.

Accomodamenti organizzativi

  • Orari flessibili o turni adattati
  • Pause più frequenti o più lunghe
  • Possibilità di lavoro agile parziale
  • Cambio temporaneo di mansione
  • Riduzione del carico di lavoro in fasi critiche

Accomodamenti relazionali e formativi

  • Formazione del preposto e dei colleghi
  • Punto di riferimento aziendale per il rientro al lavoro
  • Riunioni regolari di monitoraggio (riservate)
  • Accesso facilitato al medico competente
  • Convenzioni con servizi di supporto psicologico (EAP)
Sezione 03

Sei principi per il datore di lavoro

Un framework operativo riconosciuto a livello internazionale propone sei principi che ogni datore di lavoro — di qualsiasi dimensione — può e dovrebbe adottare per migliorare la salute mentale al lavoro. Sono compatibili con il quadro normativo italiano e si integrano naturalmente con la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

I

Piano di salute mentale

Produrre, attuare e comunicare un piano aziendale che promuova il benessere di tutti e descriva il supporto disponibile per chi ne ha bisogno.

II

Cultura e consapevolezza

Sviluppare la consapevolezza sulla salute mentale tra i lavoratori rendendo accessibili informazioni, strumenti e percorsi di supporto.

III

Dialogo aperto

Incoraggiare conversazioni aperte sulla salute mentale durante il reclutamento e a intervalli regolari del rapporto di lavoro, offrendo accomodamenti adeguati.

IV

Buone condizioni di lavoro

Garantire equilibrio tra vita e lavoro, opportunità di sviluppo, riposo, ferie effettive e diritto alla disconnessione (L. 81/2017).

V

Gestione efficace delle persone

Conversazioni regolari tra ciascun lavoratore e il proprio preposto su salute e benessere; formazione dei preposti su gestione e ascolto.

VI

Monitoraggio

Monitorare regolarmente salute e benessere usando dati disponibili, parlando con i lavoratori e individuando i fattori di rischio organizzativo.

Agire sullo stress lavoro-correlato applicando la metodologia INAIL permette di soddisfare gran parte di questi principi: si lavora sulla progettazione del lavoro, si promuove la comunicazione, si riduce lo stigma e si ottiene un meccanismo di monitoraggio strutturato.
Sezione 04

Come stress lavoro-correlato e salute mentale si intrecciano

Lo stress lavoro-correlato e i problemi di salute mentale spesso vanno di pari passo, con sintomi che possono assomigliarsi molto. Tuttavia sono fenomeni distinti, con cause e percorsi di trattamento diversi.

Tipo 01

Stress lavoro-correlato

È una condizione, non una malattia. È una reazione a eventi o esperienze nella vita lavorativa, nella vita personale o nella combinazione delle due.

Una persona può sperimentare stress lavoro-correlato e variazioni fisiche (ipertensione, insonnia) senza sviluppare ansia o depressione.

Si affronta migliorando le condizioni di lavoro (carichi, orari, autonomia, supporto): la responsabilità è del datore di lavoro.

Tipo 02

Disturbi di salute mentale

Sono condizioni cliniche (ansia, depressione, disturbo dell'adattamento) che richiedono diagnosi e trattamento specialistico.

Possono avere cause non lavorative (lutto, separazione, condizioni mediche, predisposizione familiare) e possono presentarsi anche senza stress lavorativo evidente.

Il trattamento è di competenza medica/psicologica. Il datore di lavoro ha un ruolo di supporto: accomodamenti, gestione del rientro, dialogo con il medico competente.

Sovrapposizione Se lo stress lavoro-correlato raggiunge un punto in cui scatena o aggrava un disturbo preesistente, diventa difficile separare gli effetti. Per questo è fondamentale agire presto, sia sul piano organizzativo sia su quello individuale, prima che la situazione richieda interventi clinici prolungati.

Anche se lo stress può portare a condizioni di salute fisica e mentale e può aggravare condizioni esistenti, la buona notizia è che può essere affrontato. Agendo per rimuovere o ridurre i fattori di stress alla fonte, il datore di lavoro può evitare che i collaboratori si ammalino e impedire che chi già convive con una condizione perda la capacità di controllarla.

Come posso aiutarti. Affianco le aziende nell'integrazione tra valutazione del rischio stress lavoro-correlato e politica aziendale sulla salute mentale: redazione del piano, formazione dei preposti, definizione di accomodamenti ragionevoli, rapporto strutturato con il medico competente, indicatori di monitoraggio.

Riferimenti normativi

Costituzione art. 32 Tutela della salute Principio fondamentale: la Repubblica tutela la salute come diritto dell'individuo e interesse della collettività.
L. 180 / 1978 Legge Basaglia Chiude gli ospedali psichiatrici e organizza l'assistenza territoriale presso i Centri di Salute Mentale (CSM).
L. 68 / 1999 Diritto al lavoro dei disabili Collocamento mirato, quote di assunzione obbligatorie, supporto al mantenimento del posto di lavoro per persone con disabilità anche di natura psichica.
D.Lgs. 216 / 2003 Parità di trattamento sul lavoro Recepisce la direttiva 2000/78/CE: vieta le discriminazioni sul lavoro per disabilità, religione, orientamento sessuale, età.
L. 18 / 2009 Convenzione ONU diritti persone con disabilità Ratifica della Convenzione ONU del 2006: introduce il concetto di accomodamento ragionevole nel diritto italiano.
D.Lgs. 81/2008 art. 28 c. 1 Valutazione dei rischi Tiene conto delle differenze di genere, età, provenienza, tipologia contrattuale, ed estensivamente delle specifiche condizioni del singolo lavoratore.
D.Lgs. 81/2008 art. 42 Provvedimenti in caso di inidoneità Su giudizio del medico competente, il datore di lavoro adibisce il lavoratore a mansioni equivalenti o inferiori conservando la retribuzione.
D.Lgs. 81/2008 art. 41 c. 2 lett. c Visita medica su richiesta Diritto del lavoratore a chiedere in qualunque momento una visita straordinaria al medico competente, anche per disagi psicologici.
L. 81 / 2017 Lavoro agile e disconnessione Disciplina il lavoro agile e riconosce il diritto alla disconnessione dai dispositivi tecnologici fuori dall'orario di lavoro.

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