Studio Salute e sicurezza Rischi comuni Stress lavoro-correlato Salute mentale
Guida · Salute organizzativa
Salute mentale,
lavoro e posto di lavoro.
Secondo l'OMS, circa una persona su quattro nel corso della vita sperimenta un disturbo di salute mentale. La maggior parte è di entità lieve e si risolve.
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività» — riferimento giuridico cardine.
Disciplina il diritto al lavoro delle persone con disabilità, compresi i disturbi psichici, e gli accomodamenti ragionevoli in azienda.
Salute mentale e lavoro
Questa guida tratta in generale lo stress lavoro-correlato, ma se lo stress è prolungato può tradursi in problemi di salute fisica e mentale, tra cui ansia e depressione.
La salute mentale riguarda il modo in cui pensiamo, ci sentiamo e agiamo. Ansia e depressione sono i problemi di salute mentale più diffusi. Spesso sono reazioni ad eventi di vita difficili — un lutto, una separazione — ma possono anche essere causate da problemi legati al lavoro.
Il lavoro può inoltre aggravare condizioni preesistenti, e i problemi sul lavoro possono scatenare nuovi sintomi o peggiorarne gli effetti.
Che il lavoro stia causando o aggravando il disturbo, il datore di lavoro ha la responsabilità giuridica di tutelare i propri collaboratori. Come per ogni altro rischio per la sicurezza o la salute sul lavoro, i problemi di salute mentale lavoro-correlati devono essere valutati per misurare i livelli di rischio per il personale. Dove viene identificato un rischio, si adottano misure per rimuoverlo o ridurlo per quanto ragionevolmente possibile.
Condizioni preesistenti e accomodamenti ragionevoli
Alcuni lavoratori hanno una condizione di salute fisica o mentale preesistente al momento dell'assunzione, oppure ne sviluppano una per cause non legate al lavoro. In Italia il quadro giuridico tutela queste persone su più fronti:
- Legge 68/1999 — Norme per il diritto al lavoro dei disabili: collocamento mirato, quote obbligatorie di assunzione per le aziende, supporto al mantenimento del posto di lavoro.
- D.Lgs. 216/2003 — Recepisce la direttiva europea 2000/78/CE: vieta le discriminazioni sul lavoro basate, tra l'altro, sulle condizioni di disabilità, anche di natura psichica.
- Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia con L. 18/2009): introduce il concetto di accomodamento ragionevole.
- D.Lgs. 81/08 art. 28 — La valutazione dei rischi tiene conto «delle differenze di genere, di età, di provenienza da altri paesi e di quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale» (e per estensione, della specifica condizione del singolo lavoratore).
- D.Lgs. 81/08 art. 42 — Il datore di lavoro, su giudizio del medico competente, attua le misure indicate e ricolloca il lavoratore in mansione equivalente o inferiore con conservazione della retribuzione.
Gli accomodamenti ragionevoli sono modifiche dell'organizzazione del lavoro che permettono alla persona con disabilità di svolgere la propria attività. Devono essere proporzionati (non comportare oneri sproporzionati per l'azienda) e individuati in dialogo con il lavoratore, il medico competente e — quando opportuno — il servizio inserimento disabili della Provincia.
Accomodamenti organizzativi
- Orari flessibili o turni adattati
- Pause più frequenti o più lunghe
- Possibilità di lavoro agile parziale
- Cambio temporaneo di mansione
- Riduzione del carico di lavoro in fasi critiche
Accomodamenti relazionali e formativi
- Formazione del preposto e dei colleghi
- Punto di riferimento aziendale per il rientro al lavoro
- Riunioni regolari di monitoraggio (riservate)
- Accesso facilitato al medico competente
- Convenzioni con servizi di supporto psicologico (EAP)
Sei principi per il datore di lavoro
Un framework operativo riconosciuto a livello internazionale propone sei principi che ogni datore di lavoro — di qualsiasi dimensione — può e dovrebbe adottare per migliorare la salute mentale al lavoro. Sono compatibili con il quadro normativo italiano e si integrano naturalmente con la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.
Piano di salute mentale
Produrre, attuare e comunicare un piano aziendale che promuova il benessere di tutti e descriva il supporto disponibile per chi ne ha bisogno.
Cultura e consapevolezza
Sviluppare la consapevolezza sulla salute mentale tra i lavoratori rendendo accessibili informazioni, strumenti e percorsi di supporto.
Dialogo aperto
Incoraggiare conversazioni aperte sulla salute mentale durante il reclutamento e a intervalli regolari del rapporto di lavoro, offrendo accomodamenti adeguati.
Buone condizioni di lavoro
Garantire equilibrio tra vita e lavoro, opportunità di sviluppo, riposo, ferie effettive e diritto alla disconnessione (L. 81/2017).
Gestione efficace delle persone
Conversazioni regolari tra ciascun lavoratore e il proprio preposto su salute e benessere; formazione dei preposti su gestione e ascolto.
Monitoraggio
Monitorare regolarmente salute e benessere usando dati disponibili, parlando con i lavoratori e individuando i fattori di rischio organizzativo.
Come stress lavoro-correlato e salute mentale si intrecciano
Lo stress lavoro-correlato e i problemi di salute mentale spesso vanno di pari passo, con sintomi che possono assomigliarsi molto. Tuttavia sono fenomeni distinti, con cause e percorsi di trattamento diversi.
Stress lavoro-correlato
È una condizione, non una malattia. È una reazione a eventi o esperienze nella vita lavorativa, nella vita personale o nella combinazione delle due.
Una persona può sperimentare stress lavoro-correlato e variazioni fisiche (ipertensione, insonnia) senza sviluppare ansia o depressione.
Si affronta migliorando le condizioni di lavoro (carichi, orari, autonomia, supporto): la responsabilità è del datore di lavoro.
Disturbi di salute mentale
Sono condizioni cliniche (ansia, depressione, disturbo dell'adattamento) che richiedono diagnosi e trattamento specialistico.
Possono avere cause non lavorative (lutto, separazione, condizioni mediche, predisposizione familiare) e possono presentarsi anche senza stress lavorativo evidente.
Il trattamento è di competenza medica/psicologica. Il datore di lavoro ha un ruolo di supporto: accomodamenti, gestione del rientro, dialogo con il medico competente.
Anche se lo stress può portare a condizioni di salute fisica e mentale e può aggravare condizioni esistenti, la buona notizia è che può essere affrontato. Agendo per rimuovere o ridurre i fattori di stress alla fonte, il datore di lavoro può evitare che i collaboratori si ammalino e impedire che chi già convive con una condizione perda la capacità di controllarla.
Riferimenti normativi
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sulla salute mentale.
Costruiamo insieme il piano aziendale, gli accomodamenti ragionevoli e la formazione dei preposti sulla salute mentale al lavoro.