Studio Salute e sicurezza Rischi comuni Stress lavoro-correlato Gestirlo
Guida operativa · 1 di 1
Lo stress al lavoro
e come gestirlo.
Il datore di lavoro ha il dovere giuridico di proteggere i lavoratori dallo stress al lavoro attraverso la valutazione del rischio e l'attuazione di misure conseguenti.
Sei dimensioni della progettazione del lavoro influenzano i livelli di stress: domanda, controllo, sostegno, relazioni, ruolo, cambiamento.
È una condizione che può causare patologie se prolungata. Riconoscere i segnali precoci consente di intervenire prima che si trasformi in malattia.
Panoramica
I datori di lavoro hanno il dovere legale di proteggere i lavoratori dallo stress sul lavoro effettuando una valutazione del rischio e adottando le conseguenti misure. È lo stesso dovere che esiste per gli altri rischi per la salute e la sicurezza, sancito dall'art. 28 c. 1-bis del D.Lgs. 81/08.
Cos'è lo stress?
L'Accordo Quadro Europeo dell'8 ottobre 2004 — recepito in Italia dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 — definisce lo stress come “la condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”.
I lavoratori si sentono stressati quando non riescono a far fronte alle pressioni o ad altre richieste. Il datore di lavoro dovrebbe adeguare le richieste alle capacità e alle conoscenze dei lavoratori. Ad esempio, un lavoratore può stressarsi se sente di non avere le competenze o il tempo per rispettare scadenze strette. Fornire pianificazione, formazione e supporto può ridurre la pressione e abbassare i livelli di stress.
Lo stress colpisce le persone in modo diverso: ciò che stressa una persona potrebbe non riguardarne un'altra. Fattori come competenze ed esperienza, età o disabilità possono influenzare la capacità di gestione individuale.
Le sei dimensioni della progettazione del lavoro
Esistono sei aree principali della progettazione del lavoro che possono influenzare i livelli di stress. Sono le sei dimensioni dei Management Standards proposti dall'HSE britannico, adottate anche dalla metodologia INAIL come riferimento tecnico operativo:
Domanda
Carichi di lavoro, modelli di turno, ambiente di lavoro. Il volume del lavoro è compatibile con le risorse disponibili?
Controllo
Quanto il lavoratore può decidere sulle modalità con cui svolge il proprio lavoro: tempi, pause, sequenza dei compiti.
Sostegno
Risorse, supporto e incoraggiamento forniti dai colleghi, dai preposti e dal datore di lavoro. Politiche aziendali a sostegno.
Relazioni
Promozione di rapporti positivi e gestione dei conflitti, contrasto a comportamenti inaccettabili (mobbing, molestie).
Ruolo
Comprensione del proprio ruolo nell'organizzazione e assenza di conflitti tra le richieste delle diverse mansioni o funzioni.
Cambiamento
Come i cambiamenti organizzativi (grandi o piccoli) vengono gestiti e comunicati all'interno dell'azienda.
Il datore di lavoro deve valutare i rischi in queste sei aree per gestire lo stress sul posto di lavoro.
Cause di stress al lavoro
Le cause concrete dello stress lavoro-correlato si possono ricondurre alle sei aree appena descritte. Alcuni esempi tipici:
- Domanda — sovraccarico cronico di lavoro, scadenze irrealistiche, lavoro emotivamente impegnativo (sanità, forze dell'ordine, assistenza), ambiente rumoroso o scomodo.
- Controllo — scarsa autonomia decisionale, impossibilità di organizzare il proprio tempo o le proprie pause, microgestione costante.
- Sostegno — assenza di feedback, supervisione inadeguata o assente, mancanza di formazione, isolamento (smart working senza supporto).
- Relazioni — conflitti irrisolti tra colleghi o con superiori, comportamenti vessatori, scarsa coesione del gruppo.
- Ruolo — compiti poco chiari o sovrapposti tra colleghi, conflitti tra richieste contrastanti del management.
- Cambiamento — riorganizzazioni aziendali senza comunicazione, incertezza sul futuro lavorativo, fusioni e dismissioni.
Segni di stress
Lo stress non è una malattia, ma può far ammalare. Può causare sintomi che influenzano il modo in cui ci sentiamo fisicamente e mentalmente. Riconoscere i segni di stress aiuta i datori di lavoro a intervenire per fermare, ridurre e gestire lo stress sul posto di lavoro.
Cosa nota il corpo
- Stanchezza cronica, insonnia
- Cefalee ricorrenti, tensione muscolare
- Tachicardia, pressione alta
- Disturbi gastrointestinali
- Calo del sistema immunitario
- Aumento del consumo di alcol, fumo, farmaci
Cosa nota la mente
- Ansia persistente, preoccupazione costante
- Abbassamento dell'umore, irritabilità
- Difficoltà di concentrazione e memoria
- Calo di motivazione e auto-stima
- Pensieri intrusivi sul lavoro fuori dall'orario
- Sensazione di sopraffazione
Cosa notano gli altri
- Ritardi, assenze frequenti
- Errori, dimenticanze, qualità in calo
- Ritiro sociale, distacco dai colleghi
- Conflitti più frequenti del solito
- Esplosioni emotive sproporzionate
- Trascuratezza nell'aspetto e nella postazione
Valutazione del rischio
La valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve seguire la metodologia INAIL (edizione 2024, aggiornamento del manuale 2017), descritta in dettaglio nella scheda dedicata, ed è composta da due livelli successivi:
- Valutazione preliminare oggettiva — compilazione della check list INAIL per ogni gruppo omogeneo di lavoratori. Analizza eventi sentinella, contenuto e contesto del lavoro;
- Valutazione approfondita soggettiva — se la prima fase rileva un rischio non basso, raccoglie la percezione dei lavoratori con il questionario INAIL validato in italiano. Garantisce anonimato e aggregazione dei dati.
Sulla base degli esiti, il datore di lavoro pianifica e attua misure correttive (tecniche, organizzative e procedurali) e ne monitora l'efficacia. Tutto va registrato nella sezione dedicata del Documento di Valutazione dei Rischi.
Aiuto per i lavoratori
Prima un problema viene affrontato, minore sarà il suo impatto. Se ritieni che un lavoratore stia avendo difficoltà, incoraggialo a parlare con qualcuno — il proprio preposto, l'RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), il medico di base o il medico competente dell'azienda.
Strumenti pratici
- Conversazioni semplici e pratiche tra il preposto e i collaboratori, che aiutano a prevenire l'aggravarsi dello stress (vedi “Talking Toolkit” HSE adattabili al contesto italiano).
- Piani d'azione individuali per i lavoratori che già soffrono di stress.
- Utilizzo dei Management Standards per identificare e gestire le sei cause organizzative dello stress.
- Consulenza esterna psicologica o programmi EAP — Employee Assistance Programme, anche tramite convenzioni con associazioni e cooperative specializzate.
- Valutazione dei bisogni di primo soccorso: considerare la potenziale necessità di sostenere i lavoratori che potrebbero stare male sul lavoro a causa di un problema di salute mentale.
La salute mentale dei lavoratori è una responsabilità collettiva. Coinvolgere medico competente, RLS, dirigenti e preposti consente di costruire un sistema di supporto reale, non solo dichiarato sulla carta.
Riferimenti normativi
Hai bisogno di aiuto?
Check list,
questionari, DVR.
Conduco la valutazione preliminare e approfondita del rischio stress lavoro-correlato secondo la metodologia INAIL.