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Guida operativa · 1 di 1

Lo stress al lavoro
e come gestirlo.

Obbligo
D.Lgs. 81/08 art. 28 c. 1-bis
Metodo
Lettera Circolare Min. Lavoro 18/11/2010 · INAIL
6 dimensioni
Domanda · Controllo · Sostegno · Relazioni · Ruolo · Cambiamento
Tempo di lettura
~ 8 minuti
Obbligo art. 28
Valutazione del rischio

Il datore di lavoro ha il dovere giuridico di proteggere i lavoratori dallo stress al lavoro attraverso la valutazione del rischio e l'attuazione di misure conseguenti.

6 aree
Standard di gestione

Sei dimensioni della progettazione del lavoro influenzano i livelli di stress: domanda, controllo, sostegno, relazioni, ruolo, cambiamento.

malattia
Lo stress non è una malattia

È una condizione che può causare patologie se prolungata. Riconoscere i segnali precoci consente di intervenire prima che si trasformi in malattia.

Sezione 01

Panoramica

I datori di lavoro hanno il dovere legale di proteggere i lavoratori dallo stress sul lavoro effettuando una valutazione del rischio e adottando le conseguenti misure. È lo stesso dovere che esiste per gli altri rischi per la salute e la sicurezza, sancito dall'art. 28 c. 1-bis del D.Lgs. 81/08.

Cos'è lo stress?

L'Accordo Quadro Europeo dell'8 ottobre 2004 — recepito in Italia dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 — definisce lo stress come “la condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”.

I lavoratori si sentono stressati quando non riescono a far fronte alle pressioni o ad altre richieste. Il datore di lavoro dovrebbe adeguare le richieste alle capacità e alle conoscenze dei lavoratori. Ad esempio, un lavoratore può stressarsi se sente di non avere le competenze o il tempo per rispettare scadenze strette. Fornire pianificazione, formazione e supporto può ridurre la pressione e abbassare i livelli di stress.

Lo stress colpisce le persone in modo diverso: ciò che stressa una persona potrebbe non riguardarne un'altra. Fattori come competenze ed esperienza, età o disabilità possono influenzare la capacità di gestione individuale.

Le sei dimensioni della progettazione del lavoro

Esistono sei aree principali della progettazione del lavoro che possono influenzare i livelli di stress. Sono le sei dimensioni dei Management Standards proposti dall'HSE britannico, adottate anche dalla metodologia INAIL come riferimento tecnico operativo:

I

Domanda

Carichi di lavoro, modelli di turno, ambiente di lavoro. Il volume del lavoro è compatibile con le risorse disponibili?

II

Controllo

Quanto il lavoratore può decidere sulle modalità con cui svolge il proprio lavoro: tempi, pause, sequenza dei compiti.

III

Sostegno

Risorse, supporto e incoraggiamento forniti dai colleghi, dai preposti e dal datore di lavoro. Politiche aziendali a sostegno.

IV

Relazioni

Promozione di rapporti positivi e gestione dei conflitti, contrasto a comportamenti inaccettabili (mobbing, molestie).

V

Ruolo

Comprensione del proprio ruolo nell'organizzazione e assenza di conflitti tra le richieste delle diverse mansioni o funzioni.

VI

Cambiamento

Come i cambiamenti organizzativi (grandi o piccoli) vengono gestiti e comunicati all'interno dell'azienda.

Il datore di lavoro deve valutare i rischi in queste sei aree per gestire lo stress sul posto di lavoro.

Sezione 02

Cause di stress al lavoro

Le cause concrete dello stress lavoro-correlato si possono ricondurre alle sei aree appena descritte. Alcuni esempi tipici:

  • Domanda — sovraccarico cronico di lavoro, scadenze irrealistiche, lavoro emotivamente impegnativo (sanità, forze dell'ordine, assistenza), ambiente rumoroso o scomodo.
  • Controllo — scarsa autonomia decisionale, impossibilità di organizzare il proprio tempo o le proprie pause, microgestione costante.
  • Sostegno — assenza di feedback, supervisione inadeguata o assente, mancanza di formazione, isolamento (smart working senza supporto).
  • Relazioni — conflitti irrisolti tra colleghi o con superiori, comportamenti vessatori, scarsa coesione del gruppo.
  • Ruolo — compiti poco chiari o sovrapposti tra colleghi, conflitti tra richieste contrastanti del management.
  • Cambiamento — riorganizzazioni aziendali senza comunicazione, incertezza sul futuro lavorativo, fusioni e dismissioni.
Sezione 03

Segni di stress

Lo stress non è una malattia, ma può far ammalare. Può causare sintomi che influenzano il modo in cui ci sentiamo fisicamente e mentalmente. Riconoscere i segni di stress aiuta i datori di lavoro a intervenire per fermare, ridurre e gestire lo stress sul posto di lavoro.

Sintomi fisici

Cosa nota il corpo

  • Stanchezza cronica, insonnia
  • Cefalee ricorrenti, tensione muscolare
  • Tachicardia, pressione alta
  • Disturbi gastrointestinali
  • Calo del sistema immunitario
  • Aumento del consumo di alcol, fumo, farmaci
Sintomi psicologici

Cosa nota la mente

  • Ansia persistente, preoccupazione costante
  • Abbassamento dell'umore, irritabilità
  • Difficoltà di concentrazione e memoria
  • Calo di motivazione e auto-stima
  • Pensieri intrusivi sul lavoro fuori dall'orario
  • Sensazione di sopraffazione
Sintomi comportamentali

Cosa notano gli altri

  • Ritardi, assenze frequenti
  • Errori, dimenticanze, qualità in calo
  • Ritiro sociale, distacco dai colleghi
  • Conflitti più frequenti del solito
  • Esplosioni emotive sproporzionate
  • Trascuratezza nell'aspetto e nella postazione
Eventi sentinella A livello aziendale, i principali indicatori da monitorare sono: tasso di assenteismo per malattia, turn-over, infortuni e quasi-infortuni, sanzioni disciplinari, richieste di trasferimento. Tutti questi dati sono inclusi nella check list INAIL come indicatori oggettivi.
Sezione 04

Valutazione del rischio

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve seguire la metodologia INAIL (edizione 2024, aggiornamento del manuale 2017), descritta in dettaglio nella scheda dedicata, ed è composta da due livelli successivi:

  • Valutazione preliminare oggettiva — compilazione della check list INAIL per ogni gruppo omogeneo di lavoratori. Analizza eventi sentinella, contenuto e contesto del lavoro;
  • Valutazione approfondita soggettiva — se la prima fase rileva un rischio non basso, raccoglie la percezione dei lavoratori con il questionario INAIL validato in italiano. Garantisce anonimato e aggregazione dei dati.

Sulla base degli esiti, il datore di lavoro pianifica e attua misure correttive (tecniche, organizzative e procedurali) e ne monitora l'efficacia. Tutto va registrato nella sezione dedicata del Documento di Valutazione dei Rischi.

Piani d'azione individuali. Per i lavoratori che già presentano sintomi di stress può essere necessario sviluppare piani d'azione individuali, in coordinamento con il medico competente. Ogni intervento individuale va mantenuto in assoluta riservatezza.
Sezione 05

Aiuto per i lavoratori

Prima un problema viene affrontato, minore sarà il suo impatto. Se ritieni che un lavoratore stia avendo difficoltà, incoraggialo a parlare con qualcuno — il proprio preposto, l'RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), il medico di base o il medico competente dell'azienda.

Strumenti pratici

  • Conversazioni semplici e pratiche tra il preposto e i collaboratori, che aiutano a prevenire l'aggravarsi dello stress (vedi “Talking Toolkit” HSE adattabili al contesto italiano).
  • Piani d'azione individuali per i lavoratori che già soffrono di stress.
  • Utilizzo dei Management Standards per identificare e gestire le sei cause organizzative dello stress.
  • Consulenza esterna psicologica o programmi EAP — Employee Assistance Programme, anche tramite convenzioni con associazioni e cooperative specializzate.
  • Valutazione dei bisogni di primo soccorso: considerare la potenziale necessità di sostenere i lavoratori che potrebbero stare male sul lavoro a causa di un problema di salute mentale.

La salute mentale dei lavoratori è una responsabilità collettiva. Coinvolgere medico competente, RLS, dirigenti e preposti consente di costruire un sistema di supporto reale, non solo dichiarato sulla carta.

Come posso aiutarti. Coordino l'intero processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato secondo la metodologia INAIL, predispongo le check list, gestisco la fase approfondita con questionari ai lavoratori, propongo le misure correttive e supporto la formazione di preposti e dirigenti sulla gestione dei segnali precoci di disagio.

Riferimenti normativi

D.Lgs. 81/2008 art. 28 c. 1-bis Valutazione del rischio stress Obbligo specifico di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo Quadro Europeo 8/10/2004.
Lettera Circolare Min. Lavoro 18/11/2010 Indicazioni metodologiche Approva le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente: approccio in due livelli (preliminare e approfondito).
Accordo Quadro Europeo 8/10/2004 Accordo sullo stress sul lavoro Recepito in Italia con Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008. Definisce stress, fattori e responsabilità.
Metodologia INAIL 2024 Valutazione e gestione del rischio Aggiornamento del manuale 2017: check list per la valutazione preliminare, questionario validato in italiano, indicazioni operative.
D.Lgs. 81/2008 art. 41 Sorveglianza sanitaria Il medico competente può proporre misure di tutela individuale per il lavoratore esposto a rischio psicosociale.
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