Studio Salute e sicurezza Gestione dei rischi Rischi comuni Cadute e scivolamenti

Scheda 14 · Ambienti di lavoro

Cadute, scivolamenti
e inciampi sul lavoro.

Riferimento
D.Lgs. 81/08 art. 64 · Allegato IV
Calzature
EN ISO 20345 · EN ISO 20347
Pavimenti
DIN 51130 / DIN 51097 · UNI 11515
Per chi
Uffici · Officine · Ristorazione · Sanità
causa
di infortunio non mortale

Le cadute, gli scivolamenti e gli inciampi sono la prima causa di infortunio non mortale sul lavoro in Italia, secondo gli ultimi dati INAIL.

Art. 64
D.Lgs. 81/2008

I luoghi di lavoro devono essere strutturati in modo da rispondere ai requisiti dell'Allegato IV: pavimenti, vie di circolazione, scale, illuminazione.

R 9–13
Resistenza allo scivolamento

La scala DIN 51130 classifica i pavimenti per superfici di lavoro a piedi calzati. R 9 indica resistenza minima, R 13 la massima.

Sezione 01

Cosa dice la legge

In Italia il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) obbliga il datore di lavoro a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e di chiunque sia interessato dall'attività dell'azienda. Questo include adottare misure per controllare i rischi di scivolamento e di inciampo.

L'art. 28 impone la valutazione di tutti i rischi (compresi quelli di caduta in piano, scivolata e inciampo) nel Documento di Valutazione dei Rischi.

L'art. 64 stabilisce che il datore di lavoro è tenuto a mantenere i luoghi di lavoro conformi ai requisiti dell'Allegato IV, che richiede in particolare che i pavimenti siano fissi, stabili, antisdrucciolevoli, privi di buche e protuberanze, e che le vie di circolazione siano sgombre e tali da consentire a tutti di muoversi in sicurezza.

Il principio è quello della ragionevole praticabilità: bilanciare il livello di rischio rispetto alle misure necessarie per controllarlo (denaro, tempo, organizzazione). Misure semplici e proporzionate sono quasi sempre sufficienti.
Sezione 02

Come controllare il rischio sul posto di lavoro

Concentrati sui rischi che contano davvero — quelli con il maggior potenziale di causare danni. In molti casi misure semplici controllano efficacemente il rischio: ad esempio assicurarsi che le fuoriuscite vengano pulite prontamente in modo che le persone non scivolino, o tenere chiusi i cassetti degli armadi per evitare che le persone inciampino.

Per la maggior parte delle situazioni, basta poco: misure semplici, economiche ed efficaci per garantire che il bene più prezioso — i lavoratori — sia protetto.

Sezione 03

Sistemi di gestione

Il modello classico in cinque fasi (Plan – Do – Check – Act) si applica molto bene al rischio di scivolamento. Coinvolge tutti i livelli aziendali, dal datore di lavoro al singolo addetto.

01 — Plan

Pianifica

Lavora con i tuoi dipendenti per identificare potenziali aree problematiche e fissare obiettivi di miglioramento misurabili.

02 — Train

Formazione

Dai ai dipendenti la conoscenza necessaria per identificare e segnalare i potenziali rischi e per intervenire in autonomia.

03 — Org.

Organizza

Assegna responsabilità chiare per aree e mansioni — pulizie interne, manutenzione, ditte esterne — con riferimenti precisi.

04 — Check

Controlla

Garantisci che le pratiche e i processi siano eseguiti correttamente. Tieni un registro di tutti i lavori di pulizia e manutenzione.

05 — Review

Monitora e rivedi

Parla con i dipendenti per ricevere riscontro su come funzionano le misure adottate; adegua di conseguenza.

Sezione 04

Valutazione del rischio e gerarchia dei controlli

Per controllare adeguatamente i rischi di scivolata e di inciampo è necessario svolgere una valutazione del rischio (artt. 28–29 del D.Lgs. 81/08). Come per gli altri rischi esiste una gerarchia delle misure: prima si elimina, poi si controlla, infine si mitiga.

Livello01

Eliminare la contaminazione del pavimento

Un pavimento liscio, pulito e asciutto raramente è un rischio di scivolamento. Eliminare la contaminazione alla fonte è il modo più efficace.

  • Rivedere l'attività lavorativa: la contaminazione (liquidi, polveri, segatura, cibo, polietilene, cartone) di solito è creata dal lavoro stesso — modifica processo o postazione.
  • Problemi di progettazione: monta tettoie sugli ingressi, ripara le macchine che perdono, raccogli alla sorgente eventuali sgocciolamenti.
Livello02

Controllare la contaminazione

Se la contaminazione non può essere evitata, deve essere controllata e raccolta prima che diventi un pericolo.

  • Rivedere il modo di lavorare: i lavoratori puliscono dopo di sé? Usano i bidoni?
  • Atteggiamento positivo: serve una mentalità “vedo & risolvo”, non “lo farà qualcun altro”.
  • Regimi di pulizia adeguati e tempestivi: il sistema giusto, al momento giusto, eseguito in sicurezza con segnaletica del “pavimento bagnato”.
  • Misure di contenimento: vaschette raccogligocce sotto macchine e scaffalature, tappetini agli ingressi, percorsi delimitati.
Livello03

Eliminare le condizioni ambientali avverse

Cerca le condizioni che potrebbero influenzare il modo in cui una persona si comporta o impedirle di rendersi conto del pericolo.

Livello04

Migliorare le condizioni del pavimento

Solo come ultimo livello: intervenire sul pavimento (rugosità, irruvidimento, sostituzione). È il livello più costoso e meno efficace se non si interviene anche sui livelli precedenti.

Sezione 05

Contaminazione e pavimento

La contaminazione si presenta in molte forme: liquidi (acqua, oli, solventi), polveri (segatura, farina), cibo e bevande, residui di imballaggio. Di solito è generata dall'attività lavorativa: valutare l'attività e il modo in cui le persone lavorano è essenziale.

Un buon design dell'ambiente può impedire che la contaminazione arrivi a terra. Esempi: tettoie sopra le porte, vaschette sotto macchinari che possono perdere, riduzione delle distanze di trasporto a mano.

Attenzione Un pavimento ben dimensionato per resistere allo scivolamento può comunque diventare pericoloso se viene contaminato. La qualità del pavimento da sola non basta — la pulizia è parte integrante del sistema di prevenzione.
Sezione 06

Eliminare le condizioni ambientali avverse

  • Illuminazione adeguata — per quanto buono sia il pavimento, se non si vede dove si sta camminando c'è sempre il rischio di scivolare o cadere. L'Allegato IV richiede un'illuminazione sufficiente nelle vie di circolazione e nei luoghi di lavoro.
  • Condensa — su un pavimento liscio basta una piccola quantità di liquido per generare un rischio di scivolamento. Verifica se la condensa può rivestire il pavimento o impedirne l'asciugatura completa.
  • Ghiaccio — durante i mesi invernali, o nei pressi di celle frigorifere e congelatori, il ghiaccio può essere un problema serio. Predisponi sale antigelo o procedure di rimozione.
  • Acqua piovana — se può entrare nell'edificio, installa tettoie sopra le porte, ripara coperture che perdono, fornisci zerbini di profondità adeguata per asciugare i piedi.
Sezione 07

Migliorare le condizioni del pavimento

Le domande chiave:

  • Quali compiti si svolgono? Trasporto, sollevamento, spinta, tirata di carichi? Le persone si affrettano? Hanno le mani libere per i corrimano? Sono distratte? Esamina anche le persone vulnerabili (con scarsa conoscenza del luogo, scarsa salute, anziani, visitatori).
  • La rugosità può essere migliorata? In prima battuta con migliori sistemi di pulizia; in seconda battuta con tecniche di incisione o di trattamento superficiale antiscivolo. Queste tecniche non funzionano su tutti i pavimenti, accorciano la vita del rivestimento e potrebbero dover essere ripetute.
  • Sostituire il pavimento — nella maggior parte dei casi è l'ultima azione, ma in alcuni casi può essere l'unica praticabile.

Classificazione antiscivolo dei pavimenti

In Italia la pratica progettuale fa riferimento alle norme tedesche recepite per la valutazione della scivolosità delle pavimentazioni, confluite poi nelle UNI armonizzate. Per superfici di lavoro a piedi calzati si usa la classificazione DIN 51130 con scala R 9 – R 13 (test con piano inclinato e olio motore).

Classe Angolo di scivolamento Destinazione tipica
R 9 6° – 10° Ingressi, zone d'attesa, sale vendita, mense
R 10 10° – 19° Bagni, spogliatoi, garage privati, magazzini
R 11 19° – 27° Laboratori, lavanderie, cucine professionali, officine
R 12 27° – 35° Cucine industriali, lavorazione carni e pesci, casearie
R 13 oltre 35° Macelli, mattatoi, ambienti con presenza costante di grassi

Per le superfici a piedi nudi (piscine, docce, spogliatoi umidi) si usa la classificazione DIN 51097 con scala A · B · C. In opera, la scivolosità si misura con il Pendulum Test (UNI EN 13036-4): il valore PTV (Pendulum Test Value) deve essere ≥ 36 per garantire una bassa probabilità di scivolamento.

Sezione 08

Calzature

Le calzature possono svolgere un ruolo importante nel prevenire scivolamenti e inciampi. Devono essere selezionate sulla base dei rischi reali della mansione e fornite gratuitamente dal datore di lavoro come DPI (art. 77 D.Lgs. 81/08).

  • Calzature di sicurezza EN ISO 20345 — categorie S1, S1P, S2, S3, S5: puntale obbligatorio, suola antiscivolo SRA/SRB/SRC.
  • Calzature da lavoro EN ISO 20347 — categorie O1, O2, O3: senza puntale, ma con caratteristiche specifiche.
  • Marcatura SRC = massima resistenza allo scivolamento (test sia su acciaio + glicerolo, sia su ceramica + acqua e detergente).

La scheda DPI riporta in dettaglio le altre famiglie di dispositivi e gli obblighi di addestramento per i DPI di III categoria.

Sezione 09

Potenziale di inciampo · il triangolo

Per evitare gli inciampi è necessario tenere sotto controllo tre fattori contemporaneamente: passerelle, pulizia, progettazione e manutenzione. Se uno solo dei tre cede, il rischio aumenta.

  • 01

    Passerelle

    C'è una passerella adatta? È nel posto giusto, viene utilizzata, è disponibile? Quali compiti si svolgono lungo la passerella?

  • 02

    Pulizia

    Non basta avere una passerella: deve restare libera, senza cavi a terra, senza ostacoli. Mentalità “vedo & risolvo”, sufficienza di bidoni e spazi di stoccaggio.

  • 03

    Progettazione e manutenzione

    Pavimento adatto all'ambiente, montato correttamente, mantenuto. Passerelle abbastanza larghe e in piano. Scale conformi, alzate coerenti, nasini evidenziati, corrimano utilizzabili. Illuminazione adeguata, attenzione alle distrazioni.

Come posso aiutarti. Eseguo la valutazione del rischio di scivolamento e inciampo nel DVR, propongo le misure ai vari livelli della gerarchia, selezioniamo insieme le calzature di sicurezza adatte alle mansioni e organizzo la formazione del personale e degli addetti alle pulizie sul corretto utilizzo della segnaletica e dei prodotti.

Riferimenti normativi

D.Lgs. 81/2008 art. 28 Valutazione dei rischi Obbligo di valutare tutti i rischi (compresi cadute, scivolamenti, inciampi) all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi.
D.Lgs. 81/2008 art. 64 Obblighi del datore di lavoro · luoghi di lavoro Mantenere i luoghi di lavoro conformi ai requisiti dell'Allegato IV; pavimenti, scale, vie di circolazione idonei e in efficienza.
D.Lgs. 81/2008 — Allegato IV Requisiti dei luoghi di lavoro Punto 1.3 — Pavimenti, muri, soffitti, finestre, lucernari. Punto 1.4 — Vie di circolazione e di emergenza. Punto 1.5 — Scale.
EN ISO 20345 Calzature di sicurezza Categorie S1 / S1P / S2 / S3 / S5. Marcature SRA, SRB, SRC per la resistenza allo scivolamento.
EN ISO 20347 Calzature da lavoro Categorie O1, O2, O3 per calzature senza puntale di sicurezza ma con requisiti specifici di prestazione.
DIN 51130 Pavimenti a piedi calzati · scala R 9 – R 13 Metodo del piano inclinato con olio motore. Classifica i pavimenti per ambienti di lavoro.
DIN 51097 Pavimenti a piedi scalzi · scala A · B · C Metodo del piano inclinato con acqua e detergente. Per piscine, docce, spogliatoi umidi.
UNI EN 13036-4 Pendulum Test Metodo di prova in opera per la misura della resistenza allo scivolamento dei pavimenti (valore PTV).
UNI 11515 Resistenza allo scivolamento in opera Guida italiana alla scelta delle pavimentazioni in base alla destinazione d'uso e alle condizioni di esercizio.

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Valutazione,
pulizie e DPI.

Valuto il rischio scivolamento, definisco i regimi di pulizia e la scelta delle calzature antinfortunistiche più adatte.