Studio Salute e sicurezza Gestione dei rischi Rischi comuni Cadute e scivolamenti
Scheda 14 · Ambienti di lavoro
Cadute, scivolamenti
e inciampi sul lavoro.
Le cadute, gli scivolamenti e gli inciampi sono la prima causa di infortunio non mortale sul lavoro in Italia, secondo gli ultimi dati INAIL.
I luoghi di lavoro devono essere strutturati in modo da rispondere ai requisiti dell'Allegato IV: pavimenti, vie di circolazione, scale, illuminazione.
La scala DIN 51130 classifica i pavimenti per superfici di lavoro a piedi calzati. R 9 indica resistenza minima, R 13 la massima.
Cosa dice la legge
In Italia il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) obbliga il datore di lavoro a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e di chiunque sia interessato dall'attività dell'azienda. Questo include adottare misure per controllare i rischi di scivolamento e di inciampo.
L'art. 28 impone la valutazione di tutti i rischi (compresi quelli di caduta in piano, scivolata e inciampo) nel Documento di Valutazione dei Rischi.
L'art. 64 stabilisce che il datore di lavoro è tenuto a mantenere i luoghi di lavoro conformi ai requisiti dell'Allegato IV, che richiede in particolare che i pavimenti siano fissi, stabili, antisdrucciolevoli, privi di buche e protuberanze, e che le vie di circolazione siano sgombre e tali da consentire a tutti di muoversi in sicurezza.
Come controllare il rischio sul posto di lavoro
Concentrati sui rischi che contano davvero — quelli con il maggior potenziale di causare danni. In molti casi misure semplici controllano efficacemente il rischio: ad esempio assicurarsi che le fuoriuscite vengano pulite prontamente in modo che le persone non scivolino, o tenere chiusi i cassetti degli armadi per evitare che le persone inciampino.
Per la maggior parte delle situazioni, basta poco: misure semplici, economiche ed efficaci per garantire che il bene più prezioso — i lavoratori — sia protetto.
Sistemi di gestione
Il modello classico in cinque fasi (Plan – Do – Check – Act) si applica molto bene al rischio di scivolamento. Coinvolge tutti i livelli aziendali, dal datore di lavoro al singolo addetto.
Pianifica
Lavora con i tuoi dipendenti per identificare potenziali aree problematiche e fissare obiettivi di miglioramento misurabili.
Formazione
Dai ai dipendenti la conoscenza necessaria per identificare e segnalare i potenziali rischi e per intervenire in autonomia.
Organizza
Assegna responsabilità chiare per aree e mansioni — pulizie interne, manutenzione, ditte esterne — con riferimenti precisi.
Controlla
Garantisci che le pratiche e i processi siano eseguiti correttamente. Tieni un registro di tutti i lavori di pulizia e manutenzione.
Monitora e rivedi
Parla con i dipendenti per ricevere riscontro su come funzionano le misure adottate; adegua di conseguenza.
Valutazione del rischio e gerarchia dei controlli
Per controllare adeguatamente i rischi di scivolata e di inciampo è necessario svolgere una valutazione del rischio (artt. 28–29 del D.Lgs. 81/08). Come per gli altri rischi esiste una gerarchia delle misure: prima si elimina, poi si controlla, infine si mitiga.
Eliminare la contaminazione del pavimento
Un pavimento liscio, pulito e asciutto raramente è un rischio di scivolamento. Eliminare la contaminazione alla fonte è il modo più efficace.
- Rivedere l'attività lavorativa: la contaminazione (liquidi, polveri, segatura, cibo, polietilene, cartone) di solito è creata dal lavoro stesso — modifica processo o postazione.
- Problemi di progettazione: monta tettoie sugli ingressi, ripara le macchine che perdono, raccogli alla sorgente eventuali sgocciolamenti.
Controllare la contaminazione
Se la contaminazione non può essere evitata, deve essere controllata e raccolta prima che diventi un pericolo.
- Rivedere il modo di lavorare: i lavoratori puliscono dopo di sé? Usano i bidoni?
- Atteggiamento positivo: serve una mentalità “vedo & risolvo”, non “lo farà qualcun altro”.
- Regimi di pulizia adeguati e tempestivi: il sistema giusto, al momento giusto, eseguito in sicurezza con segnaletica del “pavimento bagnato”.
- Misure di contenimento: vaschette raccogligocce sotto macchine e scaffalature, tappetini agli ingressi, percorsi delimitati.
Eliminare le condizioni ambientali avverse
Cerca le condizioni che potrebbero influenzare il modo in cui una persona si comporta o impedirle di rendersi conto del pericolo.
Migliorare le condizioni del pavimento
Solo come ultimo livello: intervenire sul pavimento (rugosità, irruvidimento, sostituzione). È il livello più costoso e meno efficace se non si interviene anche sui livelli precedenti.
Contaminazione e pavimento
La contaminazione si presenta in molte forme: liquidi (acqua, oli, solventi), polveri (segatura, farina), cibo e bevande, residui di imballaggio. Di solito è generata dall'attività lavorativa: valutare l'attività e il modo in cui le persone lavorano è essenziale.
Un buon design dell'ambiente può impedire che la contaminazione arrivi a terra. Esempi: tettoie sopra le porte, vaschette sotto macchinari che possono perdere, riduzione delle distanze di trasporto a mano.
Eliminare le condizioni ambientali avverse
- Illuminazione adeguata — per quanto buono sia il pavimento, se non si vede dove si sta camminando c'è sempre il rischio di scivolare o cadere. L'Allegato IV richiede un'illuminazione sufficiente nelle vie di circolazione e nei luoghi di lavoro.
- Condensa — su un pavimento liscio basta una piccola quantità di liquido per generare un rischio di scivolamento. Verifica se la condensa può rivestire il pavimento o impedirne l'asciugatura completa.
- Ghiaccio — durante i mesi invernali, o nei pressi di celle frigorifere e congelatori, il ghiaccio può essere un problema serio. Predisponi sale antigelo o procedure di rimozione.
- Acqua piovana — se può entrare nell'edificio, installa tettoie sopra le porte, ripara coperture che perdono, fornisci zerbini di profondità adeguata per asciugare i piedi.
Migliorare le condizioni del pavimento
Le domande chiave:
- Quali compiti si svolgono? Trasporto, sollevamento, spinta, tirata di carichi? Le persone si affrettano? Hanno le mani libere per i corrimano? Sono distratte? Esamina anche le persone vulnerabili (con scarsa conoscenza del luogo, scarsa salute, anziani, visitatori).
- La rugosità può essere migliorata? In prima battuta con migliori sistemi di pulizia; in seconda battuta con tecniche di incisione o di trattamento superficiale antiscivolo. Queste tecniche non funzionano su tutti i pavimenti, accorciano la vita del rivestimento e potrebbero dover essere ripetute.
- Sostituire il pavimento — nella maggior parte dei casi è l'ultima azione, ma in alcuni casi può essere l'unica praticabile.
Classificazione antiscivolo dei pavimenti
In Italia la pratica progettuale fa riferimento alle norme tedesche recepite per la valutazione della scivolosità delle pavimentazioni, confluite poi nelle UNI armonizzate. Per superfici di lavoro a piedi calzati si usa la classificazione DIN 51130 con scala R 9 – R 13 (test con piano inclinato e olio motore).
Per le superfici a piedi nudi (piscine, docce, spogliatoi umidi) si usa la classificazione DIN 51097 con scala A · B · C. In opera, la scivolosità si misura con il Pendulum Test (UNI EN 13036-4): il valore PTV (Pendulum Test Value) deve essere ≥ 36 per garantire una bassa probabilità di scivolamento.
Calzature
Le calzature possono svolgere un ruolo importante nel prevenire scivolamenti e inciampi. Devono essere selezionate sulla base dei rischi reali della mansione e fornite gratuitamente dal datore di lavoro come DPI (art. 77 D.Lgs. 81/08).
- Calzature di sicurezza EN ISO 20345 — categorie S1, S1P, S2, S3, S5: puntale obbligatorio, suola antiscivolo SRA/SRB/SRC.
- Calzature da lavoro EN ISO 20347 — categorie O1, O2, O3: senza puntale, ma con caratteristiche specifiche.
- Marcatura SRC = massima resistenza allo scivolamento (test sia su acciaio + glicerolo, sia su ceramica + acqua e detergente).
La scheda DPI riporta in dettaglio le altre famiglie di dispositivi e gli obblighi di addestramento per i DPI di III categoria.
Potenziale di inciampo · il triangolo
Per evitare gli inciampi è necessario tenere sotto controllo tre fattori contemporaneamente: passerelle, pulizia, progettazione e manutenzione. Se uno solo dei tre cede, il rischio aumenta.
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01
Passerelle
C'è una passerella adatta? È nel posto giusto, viene utilizzata, è disponibile? Quali compiti si svolgono lungo la passerella?
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02
Pulizia
Non basta avere una passerella: deve restare libera, senza cavi a terra, senza ostacoli. Mentalità “vedo & risolvo”, sufficienza di bidoni e spazi di stoccaggio.
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03
Progettazione e manutenzione
Pavimento adatto all'ambiente, montato correttamente, mantenuto. Passerelle abbastanza larghe e in piano. Scale conformi, alzate coerenti, nasini evidenziati, corrimano utilizzabili. Illuminazione adeguata, attenzione alle distrazioni.
Riferimenti normativi
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Valutazione,
pulizie e DPI.
Valuto il rischio scivolamento, definisco i regimi di pulizia e la scelta delle calzature antinfortunistiche più adatte.