Studio Salute e sicurezza Gestione dei rischi Rischi comuni Radiazioni
Scheda 13 · Agenti fisici
Introduzione alle
radiazioni sul posto di lavoro.
Le radiazioni si dividono in ionizzanti (più energetiche, capaci di rompere i legami molecolari) e non ionizzanti.
Testo unico in materia di protezione dalle radiazioni ionizzanti — recepisce la direttiva Euratom 2013/59.
Concentrazione media annua oltre la quale il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure di rimedio (art. 12 D.Lgs. 101/2020).
Ogni giorno in Italia una vasta gamma di tipi di radiazioni viene utilizzata in applicazioni industriali, mediche, di ricerca e di comunicazione. Alcune di queste applicazioni causano rischi di esposizione dannosi che devono essere efficacemente controllati. Questa pagina spiega come tali controlli possono essere messi in atto.
I principali tipi di radiazioni
Le radiazioni sono generalmente classificate come ionizzanti o non ionizzanti. Le radiazioni ionizzanti hanno un'energia sufficiente a strappare elettroni dagli atomi (ionizzazione); per questo possono danneggiare il DNA delle cellule. Le radiazioni non ionizzanti, di energia inferiore, non producono ionizzazione ma possono comunque causare effetti biologici (riscaldamento, ustioni, danni agli occhi).
Radiazioni ionizzanti
Più energetiche, capaci di alterare la materia a livello atomico. Soggette al D.Lgs. 101/2020.
Includono
- Raggi X
- Raggi gamma
- Radiazione particolata (alfa, beta, neutronica) prodotta da apparecchi a raggi X o sostanze radioattive
Utilizzi tipici
- Esposizioni mediche (radiologia, radioterapia, medicina nucleare)
- Apparecchiature di radiografia industriale (controlli non distruttivi)
- Misuratori e indicatori industriali per il controllo dei processi
Sorgenti naturali
- Possono anche essere prodotte da sostanze radioattive naturali, incluso il gas radon presente in molti edifici, soprattutto al piano terra e nei seminterrati.
Radiazioni non ionizzanti
Meno energetiche, ma con effetti biologici significativi. Soggette al D.Lgs. 81/08 (Capi IV e V del Titolo VIII) e al D.Lgs. 159/2016 per i campi elettromagnetici.
Includono
- Radiofrequenze e microonde — saldatura della plastica, trasmettitori, antenne
- Infrarossi — fonti molto calde e luminose nella produzione di vetro e metalli
- Ultravioletti (UV) — saldatura ad arco, lampade germicide, irraggiamento solare
- Radiazioni visibili da sorgenti ad alta intensità, in particolare i laser
Campi elettromagnetici (EMF)
- Sono presenti ovunque venga utilizzata l'elettricità, in special modo vicino a forni a induzione, saldatrici, risonanze magnetiche, antenne trasmittenti, cabine di trasformazione MT/BT.
I pericoli
Le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti possono produrre effetti molto diversi sull'organismo. Conoscere i danni tipici è il primo passo per scegliere le misure di prevenzione corrette.
Possono causare dermatite, ustioni, danni cellulari, cataratta, modificazioni del sangue. Ad alti livelli causano effetti acuti (sindrome da radiazioni); l'esposizione prolungata aumenta il rischio di tumori più avanti nel tempo.
Possono provocare riscaldamento dei tessuti esposti, in particolare di quelli a bassa irrorazione sanguigna (occhi, gonadi). A campi molto intensi anche ustioni profonde.
Possono causare ustioni cutanee e cataratta (la cosiddetta “cataratta del vetraio” nei soffiatori di vetro e nei lavoratori di forni).
Eritema solare, ustioni, foto-invecchiamento e tumori della pelle, congiuntivite e cheratocongiuntivite (“occhio del saldatore” o fotocheratite).
Possono causare danni permanenti e gravi agli occhi (retina) e alla pelle in pochi millisecondi. La pericolosità dipende dalla classe del laser (UNI EN 60825-1).
L'esposizione alle radiazioni ionizzanti e UV può danneggiare il DNA e causare effetti sulla salute, come il cancro, anche a distanza di anni. I rischi sono piccoli per bassi livelli, ma crescono con la dose ricevuta.
Cosa devi fare
Identifica tutte le fonti di radiazioni ionizzanti e non ionizzanti sul posto di lavoro e i rischi che rappresentano. Una volta identificati i rischi significativi, devi controllarli secondo la gerarchia delle misure di prevenzione dell'art. 15 del D.Lgs. 81/08.
Cerca di ridurre il più possibile qualsiasi esposizione alle radiazioni ionizzanti e UV. Ad esempio, può essere possibile utilizzare processi o attrezzature alternative più sicure — come i test ultrasonori o altri controlli non distruttivi al posto della radiografia industriale a raggi X.
Per le radiazioni ionizzanti
Come datore di lavoro che intende detenere o utilizzare sorgenti di radiazioni ionizzanti devi:
- presentare comunicazione preventiva all'Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), all'ASL e all'ARPA territorialmente competente, secondo le soglie e modalità del D.Lgs. 101/2020 (Capo IV);
- per attività al di sopra di determinate soglie, richiedere nulla osta di categoria A o B al Prefetto o ai Ministeri competenti;
- nominare un Esperto di Radioprotezione (ex Esperto Qualificato) iscritto negli elenchi nazionali;
- classificare i lavoratori in Categoria A (dose >6 mSv/anno) o Categoria B, e le aree in zone controllate o sorvegliate;
- predisporre la sorveglianza sanitaria da parte del Medico Autorizzato per la categoria A o del medico competente per la categoria B;
- fornire la dosimetria personale ai lavoratori esposti e tenere il registro delle dosi;
- formare i lavoratori sui rischi specifici delle radiazioni ionizzanti.
Per le radiazioni non ionizzanti
- valuta i campi elettromagnetici secondo il D.Lgs. 159/2016 (Capo IV-bis del Titolo VIII): identifica sorgenti, confronta con i Valori d'Azione e i Valori Limite di Esposizione, individua i lavoratori sensibili (portatori di pacemaker, dispositivi medici impiantabili, donne in gravidanza);
- valuta le radiazioni ottiche artificiali (laser, UV, IR, luce visibile ad alta intensità) secondo il Capo V del Titolo VIII;
- usa schermatura e DPI appropriati (occhiali protettivi UV, schermi facciali, abbigliamento protettivo) quando si lavora con metallo fuso, vetro, saldatura, lampade UV;
- per i laser, classificali (classi 1, 1M, 2, 2M, 3R, 3B, 4) secondo UNI EN 60825-1 e adotta misure proporzionate alla classe;
- cerca consulenza specialistica quando i laser sono usati in spettacoli pubblici (discoteche, eventi teatrali) — può esserci un rischio per il pubblico.
Per il radon
Considera l'esposizione al gas radon come parte della tua valutazione del rischio. Il radon è un gas naturale, radioattivo, che proviene dal terreno e può accumularsi in locali chiusi — specialmente seminterrati, piano terra, locali interrati e ambienti poco ventilati. Il D.Lgs. 101/2020 (Capo III) fissa il livello di riferimento di 300 Bq/m³ di concentrazione media annua in aria. Oltre questa soglia il datore di lavoro deve adottare misure di rimedio.
Le figure professionali della radioprotezione
Il D.Lgs. 101/2020 prevede tre figure tecniche e sanitarie obbligatorie per la gestione delle radiazioni ionizzanti, in funzione del tipo di attività e del livello di rischio.
Esperto di Radioprotezione
Già “Esperto Qualificato”. Iscritto agli elenchi nazionali (gradi I, II, III). Valuta le sorgenti, progetta le schermature, definisce i piani di sorveglianza fisica.
Medico Autorizzato
Iscritto agli elenchi nazionali. Sorveglia sanitariamente i lavoratori di Categoria A (esposizione potenziale > 6 mSv/anno).
Responsabile della Radioprotezione
Figura interna all'organizzazione che cura l'attuazione del programma di radioprotezione. Riceve supporto tecnico dall'EQ.
Cosa non devi fare
✓ Da fare
- rispettare i sistemi di interblocco delle apparecchiature a raggi X, dei recinti laser e degli impianti elettrici ad alta tensione;
- sostituire le lampade germicide UV solo con prodotti dello stesso tipo specificato dal costruttore;
- tenere registri di dose, manutenzione e verifiche periodiche;
- verificare la formazione del personale prima dell'accesso alle zone classificate.
✕ Da non fare
- non ignorare gli interblocchi di sicurezza di apparecchiature elettriche AT, armadi a raggi X, alloggiamenti laser o macchinari contenenti laser;
- non usare lampade UV germicide potenzialmente dannose come sostituti in dispositivi anti-insetti o lampade fluorescenti ordinarie — usa solo il tipo specificato dal costruttore;
- non operare in zone classificate senza la dovuta classificazione, formazione e DPI;
- non riavviare un'apparecchiatura a raggi X dopo un'interruzione senza la presenza dell'Esperto di Radioprotezione o di un suo delegato formato.
Emergenze radiologiche
Se l'attività con radiazioni ionizzanti potrebbe dar luogo a un'emergenza radiologica (un evento che potrebbe portare alla diffusione di materiale radioattivo o all'esposizione di lavoratori e popolazione oltre determinati livelli), si applicano gli obblighi di pianificazione dell'emergenza previsti dal Capo VII del D.Lgs. 101/2020: piano di emergenza interno, informazione alla popolazione, coordinamento con la Prefettura e con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco.
Campi elettromagnetici (EMF)
Le aziende sono tenute a gestire i rischi generali sul posto di lavoro, comprese le fonti di radiazioni non ionizzanti come i campi elettromagnetici, che vengono generati ovunque venga utilizzata l'elettricità. In Italia la materia è disciplinata dal D.Lgs. 159/2016, che ha recepito la direttiva 2013/35/UE e ha introdotto il Capo IV-bis nel Titolo VIII del D.Lgs. 81/08. La valutazione del rischio EMF deve riguardare:
- identificazione delle sorgenti (forni a induzione, saldatrici a resistenza, antenne, RM, elettrodi);
- confronto con i Valori d'Azione (VA) e i Valori Limite di Esposizione (VLE) per gli effetti sensoriali e per gli effetti sanitari;
- individuazione dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio, in particolare portatori di pacemaker, defibrillatori, dispositivi medici impiantabili attivi o passivi e donne in gravidanza;
- misure di prevenzione: distanziamento, schermatura, automazione, limitazione del tempo di esposizione, segnaletica.
Riferimenti normativi
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Radioprotezione,
EMF e radon.
Valuto i rischi da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, coordino l'Esperto di Radioprotezione e organizzo la misura del radon.