Studio Salute e sicurezza Gestione dei rischi Rischi comuni Sicurezza antincendio

Scheda 06 · Rischio incendio

Introduzione alla
sicurezza antincendio.

Riferimento
D.Lgs. 81/08 art. 46 · DPR 151/2011
Codice
DM 3 agosto 2015 (RTO + RTV)
Minicodice
DM 3 settembre 2021
Per chi
Datori di lavoro · Proprietari · Gestori
3 elementi
Triangolo del fuoco

Calore (innesco), combustibile e ossigeno: rimuovere anche uno solo dei tre elementi impedisce o estingue la combustione.

DM 3.08.2015
Codice di Prevenzione Incendi

Norme tecniche di prevenzione incendi (RTO + RTV): un sistema di regole modulari per progettare la sicurezza antincendio.

DM 3.09.2021
Minicodice

Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio per le attività NON soggette a controllo VVF.

La maggior parte degli incendi è prevenibile. I responsabili dei luoghi di lavoro e degli edifici aperti al pubblico possono evitarli assumendo la responsabilità del rischio e adottando comportamenti e procedure corrette. Questa pagina fornisce le indicazioni di base; per le sostanze che causano incendio ed esplosione è prevista una guida separata.

Il triangolo del fuoco

Gli incendi hanno bisogno contemporaneamente di tre cose per innescarsi e propagarsi. Eliminarne anche solo una rende impossibile la combustione.

  • 01

    Calore — fonte di innesco

    L'energia che porta il combustibile alla temperatura di accensione: una scintilla, una fiamma, una superficie surriscaldata.

  • 02

    Combustibile

    Una sostanza che può bruciare: solidi (legno, carta), liquidi (oli, solventi), gas (metano, GPL), polveri.

  • 03

    Ossigeno (comburente)

    Normalmente presente nell'aria che ci circonda (~21%). Sotto al 15% la combustione si interrompe.

Sorgenti tipiche

EsempiFonti di innesco

  • Apparecchi di riscaldamento (stufe, termoventilatori)
  • Illuminazione (faretti alogeni, lampade ad alta potenza)
  • Fiamme libere (saldatura, taglio, cucine, candele)
  • Apparecchiature elettriche e quadri sovraccarichi
  • Materiale dei fumatori (sigarette, fiammiferi, accendini)
  • Scintille elettrostatiche, attriti meccanici
  • Superfici molto calde di motori o impianti

EsempiFonti di combustibile

  • Legno, carta, cartone, imballaggi
  • Plastiche, gomma, schiume isolanti
  • Tessuti, indumenti, tendaggi
  • Liquidi e solventi infiammabili
  • Gas combustibili (metano, GPL, idrogeno)
  • Polveri combustibili (segatura, farina, alluminio)
  • Rifiuti, scarti di lavorazione, mobili obsoleti
Attenzione L'ossigeno è sempre presente nell'aria: per questo gli sforzi di prevenzione si concentrano principalmente sulla separazione tra fonti di innesco e combustibili, e sull'eliminazione del materiale combustibile non necessario.

Cosa devi fare

I datori di lavoro (e, per gli altri edifici, i proprietari o i gestori) devono effettuare la valutazione del rischio incendio e tenerla aggiornata. È parte integrante della valutazione dei rischi prevista dall'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 e segue lo stesso approccio metodologico, come specificato dal Minicodice (DM 3 settembre 2021) per le attività NON soggette a controllo VVF.

Sulla base della valutazione, devono essere predisposte misure di sicurezza antincendio adeguate per ridurre al minimo il rischio di lesioni o perdita di vite umane in caso di incendio. La valutazione va rivista e aggiornata regolarmente, e ogni volta che cambiano gli impianti, i materiali stoccati, l'organizzazione del lavoro o la destinazione d'uso.

La logica del Codice (DM 3 agosto 2015)

Il Codice di Prevenzione Incendi introdotto con il DM 3 agosto 2015 ha sostituito le vecchie norme verticali con un unico impianto modulare: una Regola Tecnica Orizzontale (RTO) applicabile a tutte le attività e una serie di Regole Tecniche Verticali (RTV) per specifici settori (autorimesse, alberghi, scuole, depositi). L'obiettivo è arrivare a soluzioni di sicurezza misurabili, basate su livelli di prestazione adattati al rischio reale dell'attività.

Le due strategie · prevenzione e protezione

La valutazione deve identificare cosa potrebbe causare l'innesco di un incendio, quali sostanze possono bruciare e quali persone sono esposte. Una volta individuati i rischi, agisci su due fronti.

Strategia 01

Prevenire l'incendio

  • tenere separate le fonti di innesco dai materiali infiammabili (distanze di sicurezza, depositi dedicati);
  • evitare incendi accidentali (riscaldatori stabili, impianti elettrici a norma DM 37/2008, manutenzione regolare);
  • garantire una buona pulizia in ogni momento, evitando accumulo di scarti, polveri o rifiuti combustibili;
  • controllare i lavori a caldo (saldatura, taglio) con permesso di lavoro e presidi adeguati;
  • vietare il fumo nelle aree a rischio, con apposita segnaletica UNI EN ISO 7010.
Strategia 02

Proteggere le persone

  • rilevare l'incendio precocemente con rivelatori di fumo e calore (UNI 9795);
  • avvertire le persone con sistemi di allarme (campane, sirene, EVAC vocale);
  • installare l'attrezzatura corretta per lo spegnimento iniziale (estintori UNI EN 3, naspi e idranti UNI EN 671);
  • mantenere le vie di esodo e le uscite di sicurezza chiaramente segnalate e libere da ostacoli in ogni momento;
  • assicurare la formazione del personale e svolgere esercitazioni periodiche (almeno una volta all'anno).

Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco

Il D.P.R. 151/2011 elenca 80 attività soggette al controllo di prevenzione incendi e le suddivide in tre categorie a rischio crescente, con adempimenti progressivamente più stringenti.

A

Categoria A

Attività a basso rischio e standard tecnici consolidati. È sufficiente la SCIA antincendio asseverata.

B

Categoria B

Rischio intermedio. Valutazione del progetto da parte del Comando VVF prima dell'avvio + SCIA.

C

Categoria C

Rischio elevato. Valutazione del progetto, SCIA e controllo di conformità con sopralluogo dei VVF.

Gestione della sicurezza in esercizio

Il DM 2 settembre 2021 ha riorganizzato gli obblighi di gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza, e ha aggiornato i livelli di formazione degli addetti antincendio (livello 1 — basso rischio, livello 2 — medio rischio, livello 3 — alto rischio). La manutenzione degli impianti è invece disciplinata dal DM 1 settembre 2021, che stabilisce frequenze e qualifiche del personale.

Come posso aiutarti. Come professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno (L. 818/84) redigo la valutazione del rischio incendio, predispongo le pratiche SCIA (D.P.R. 151/2011), progetto secondo il Codice di Prevenzione Incendi, organizzo i piani di emergenza e la formazione degli addetti antincendio livello 1, 2 e 3.

Riferimenti normativi

D.Lgs. 81/2008 art. 46 Prevenzione incendi Obbligo per il datore di lavoro di valutare il rischio incendio, adottare le misure di prevenzione e gestire le emergenze.
D.P.R. 151 / 2011 Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi Elenco delle 80 attività e procedure per CPI, SCIA e attestazioni di rinnovo periodico di conformità antincendio.
DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi Regola Tecnica Orizzontale (RTO) e Regole Tecniche Verticali (RTV) per la progettazione antincendio delle attività soggette.
DM 3 settembre 2021 “Minicodice” — attività non soggette Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per le attività NON soggette al controllo VVF.
DM 2 settembre 2021 Gestione della sicurezza in esercizio e in emergenza Aggiornamento dei livelli di formazione degli addetti antincendio (livello 1, 2, 3) e degli obblighi di gestione.
DM 1 settembre 2021 Manutenzione degli impianti antincendio Frequenze di controllo, qualifica dei manutentori, registri di manutenzione.
L. 7 dicembre 1984, n. 818 Elenchi dei professionisti antincendio Disciplina l'iscrizione negli elenchi del Ministero dell'Interno per i professionisti abilitati a redigere e asseverare pratiche antincendio.

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di emergenza, formazione.

Professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno. Gestisco tutte le pratiche e la formazione degli addetti livello 1, 2 e 3.